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L'oliva Taggiasca: una collaborazione secolare tra uomo e natura

Aggiornamento: 7 gen

L'oliva Taggiasca è coltivata nella Liguria Occidentale. Un territorio unico per biodiversità e clima che rispecchia le sfumature organolettiche specifiche dell’oliva Taggiasca. Mare da un lato, monti dall’altro e verticalità estreme. Se le olive taggiasche oggi sono probabilmente le olive più conosciute in Italia e all'estero, è proprio per il connubio secolare tra l'uomo e questa terra impervia quanto affascinante.

Oliva Taggiasca in Salamoia, tipica tradizione casalinga ligure

In primo luogo, la popolarità dell'oliva taggiasca è dovuta alla sua versatilità: è ottima sia come oliva da tavola che come olio extra vergine di oliva. Inoltre, ha beneficiato della crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti locali di qualità e la territorialità. Ma perché il territorio in cui si coltiva la taggiasca è così eccezionale? Vediamo alcune delle sue caratteristiche principali.


Olivicoltura ad alta quota

Le radici della Taggiasca tra Dolomiti e Sedimenti Marini

Il Carattere Marittimo della Taggiasca

Il connubio secolare tra uomo e natura


Taggiasca significa "di Taggia", una località del ponente ligure tuttora a forte vocazione agricola. Ma Taggiasca oggi vuol dire soprattutto Liguria occidentale, Imperia e Savona. Un territorio complesso e impervio, quanto fertile e suggestivo, tra terra e mare. Sono questi caratteri che hanno reso l'oliva taggiasca così diversa dalle altre cultivar.


Olivicoltura ad alta quota

Le piante di oliva Taggiasca sono generalmente coltivate su terrazzamenti protetti da muri in pietra a secco. Questi terrazzamenti servono a proteggere la terra dal dissesto idrogeologico e a scaldare gli alberi e le radici delle piante, favorendo la loro crescita. L'Unesco, nel 2018, ha iscritto "L'arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità.


Le radici della Taggiasca tra Dolomiti e Sedimenti Marini

Il suolo in cui crescono le radici delle piante di oliva Taggiasca è composto da roccia calcarea, roccia dolomitica e Flysch, una roccia sedimentaria formata da sedimenti marini solidificati. Questo ha un effetto sulla qualità dell'acqua e del terreno, che hanno rispettivamente un ridotto contenuto di sale e un pH compreso tra 7 e 7,5.


Il carattere marittimo della Taggiasca

L'olivicoltore ligure oggi tende a limitare l’altezza degli alberi e a potare la parte interna della chioma, favorendo la circolazione d’aria che limita i parassiti e di conseguenza l'impiego di fitofarmaci, andando sempre più incontro a una agricoltura a vocazione biologica.


Cosi l’olivo cerca il sole con la sua chioma e la brezza lo pettina, donandogli quel carattere “marittimo”, sapido, declinato nelle sfumature organolettiche specifiche della Taggiasca, che possiamo distinguere chiaramente sia nelle olive taggiasche in salamoia che nei prodotti che ne derivano, come le olive sott'olio e il paté nero.


Il connubio secolare tra uomo e natura

Il connubio tra uomo e natura è da sempre il contesto proprio e tipico della Taggiasca. Negli ultimi anni, menti e braccia giovani, impegnate e a presidio sul territorio, hanno promosso il recupero di terreni abbandonati, il rifacimento di muri a secco per la definizione dei terrazzamenti e la manutenzione di viabilità rurali, evitando anche un pesante dissesto idrogeologico.


In conclusione, alla base del successo della Taggiasca, c'è una linea sostenibile che dura da secoli ed è giunta fino a noi. La relazione con l’ambiente permette e permetterà, con coinvolgimento consapevole degli agricoltori, una sempre più avanzata tecnica di lavorazione a vocazione biologica. Perché le olive e l'olio che ne deriva sia sano e buono.


 

Fonti dell'articolo: Storia della Taggiasca. L'olivicoltura ligure e l'identità di un territorio a partire da un'oliva.

di Roberto De Andreis (Autore) Alessandro Giacobbe (Autore) Luigi Caricato (Curatore) Olio Officina, 2022

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